arte della Scagliola ha le sue premesse nel tardo manierismo cinquecentesco e il suo apice nell'affermarsi del Barocco. Tra emozioni architettoniche e teatralità mistiche, perduranti per tutto il sei-settecento, la tecnica della Scagliola trovò terreno fertile in varie applicazioni, grazie alla sua perculiare natura di imitazione di pietre e marmi, aderendo completamente a quelle premesse di realtà e finzione che convivono nell'illusione Barocca.
Inizialmente la Scagliola viene utilizzata come surrogato dei materiali minerali più preziosi, ma in seguito matura delle connotazioni autonome grazie all'abile creatività di ingegnosi artisti, i quali riuscirono a fondere stilemi diversi derivanti dai commessi, la Calcografia, la Kilografia, la Pittura, e Archituttura.
La storiografia artistica aancora non ha chiarito come sia nata e quali furono gli sviluppi iniziali di questa tecnica. Si può ritenere certo che non sia esistita un'"invenzione" ma una sperimentazione, partita cercando di perfezionare le già comunissime decorazioni plastiche in gesso.
Le prime scuole dove venne prodotta la Scagliola ad intarsio sorsero in Austria, Germania e soprattutto in Italia, a Carpi. L'abilità degli scagliolisti Bavaresi e Capigiani dalla fine del 1500 e per tutto il 1600 e 1700 rimane una delle testimonianze più alte di questa arte.
La Scagliola si ottiene dalla Selenite (Solfato di Calcio biidratato) un minerale che si trova in natura con una caratteristica conformazione a scaglie. I pezzi di Selenite venivano estratti dalle cave e posti in forno dove alla temperatura di 128° C si disidrata e incomincia a polverizzare.
In seguito la polvere veniva tolta dal forno, pestata in un mortaio per polverizzarla completamente, e dopo averla ben setacciata da ogni impurità si otteneva la polvere bianca detta Scagliola. Questa polvere rimescolata all'acqua, tende a ricomporre la sua struttura originaria, ma il gesso che si ottiene è fragile e tenero. Però se mescolata a colle ed in seguito essicata e trattata con olii e cere, raggiunge uno stato di concreta durezza con buone proprietà di resistenza e impermeabilità.
Le maggiori scuole di artigiani scaliolisti si concentrarono nella parte deglia Appennini Emiliani, in particolare nella zona di Carpi, vicino a Modena.
Nel museo civico di Carpi è conservato il ritratto di Guido Fassi all'età di trentadue anni, sul quale vi si legge la scritta "Guido Fassi da Carpi inventore dei lavori in Scagliola colorita e macchinista 1616". Anche se questa è la prima testimonianza documentabile dove si specifica l'invenzione della tecnica, non si può attribuire con certezza la paternità al Fassi. È probabile che la scagliola artistica si sia sviluppata fuori dai confini italiani, In Germania, supposizione che trova riscontro in uno degli ingredienti per la preparazione della mescola di Scagliola, al "colla tedesca".
Inoltre vi sono numerosi manufatti antecedenti al ritratto del Fassi che si possono ancora ammirare nel palazzo dei duchi e principi di Monaco. Portali monumentali, incorniciature di finestre, sontuosi camini sono decorati in Scagliola secondo i canoni del maturo Stile Italico. Tra queste opere la più mirabile è la Reiche Kapelle, decorata da Blasius Pfeiffer, attivo sin dal 1587 e iniziatore di una fortunata famiglia di plasticatori, stuccatori e scagliolisti. Ma in Italia il fenomeno della Scagliola raggiunse dimensioni tali che nel '600 fu imposta una tassa annuale ai "maestri da meschia". La perizia tecnica degli artisti-artigiani nell'utilizzo della Scagliola ha permesso l'imitazione quasi perfetta di marmi negli arredi architettonici. Così vennero prodotti altari, colonne, capitelli, festoni, mensole, figure allegoriche,timpani, urne, conicioni, balconate, il tutto in finto bianco di Carrara, finte breccie screziate, finte pietre.
Ma l'abilità degli scagliolisti la si nota soprattutto nei piani da tavolo e nei paliotti. In queste creazioni si può vedere il distacco dall'iniziale imitazione dei commessi in pietre dure e la nascita di un nuovo stilema persolnale. Nei paliotti da altare venivano riprodotti vasi con fiori, calici, crocefissi, raffigurazioni di scene e di santi riprese da stampe e dipinti, decori floreali e vegetali e fitte trime di pizzi, fondendo tutti gli elementi ripresi da diverse arti come la pittura, l'incisione, il commesso, la tessitura in un'opera sola, il tutto disposto con geometrica armonia.
Le creazioni dei Griffoni, di Hugford, del Belloni si possono trovare in varie parti d'Europa: Dal 1700 in poi era molto in uso tra i Lords Inglesi che affrontavano il "grand tour" acquistare in Italia tavoli in Scagliola (uno spendido esempio è il piano da tavolo commissionato dall'Earl di Lichfield ed ora conservato al Victoria and Albert Museum di Londra).
I piani dai tavoli possono essere realizzati completamente in Scagliola (biscotto) o in marmo con intarsio in scagliola. Il piano viene prima disegnato poi, seguendo l'abbozzo del fregio si incide un solco di alcuni millimetri, dove si cola o spatola la mescola di scagliola. La mescola è a base di gesso, acqua, colle e colore in pigmento o terre naturali.
L'esperienza permette allo scagliolista di dosare e pilotare gli effetti cromatici e il tipo di venature da usare. Quando la pasta di scagliola è asciutta viene levigato il materiale in eccedenza rendendo il piano liscio. In seguito, a seconda del tipo di lavorazione, si procede a punta seccaper graffire il fregio.
Infine il piano viene lucidato con olii e cere, oppure per una maggior impermeabilizzazione viene rifinito con trasparenti e cere che lo proteggono da eventuali macchie.